EMERGENZA COVID: UNA TANTUM PER LAVORATORI AUTONOMI ED ALTRE CATEGORIE DI LAVORATORI – ULTERIORI PRECISAZIONI

Si fa seguito alla precedente news per evidenziare che, con comunicato stampa del 31 marzo 2020, l’Istituto previdenziale ha fornito ulteriori chiarimenti in merito all’una tantum di euro 600,00 – non soggetta ad imposizione fiscale – riservata ai lavoratori autonomi ed ai professionisti iscritti a casse private.
Da oggi è dunque operativa la procedura telematica che permette la richiesta di questo nuovo sostegno al reddito; non si tratta di un click day, quindi le domande potranno essere presentate anche in giornate successive.
Queste le modalità di accesso per formulare la richiesta:
– attivare il sito dell’INPS utilizzando lo specifico servizio presente in home page. Per accedere con questa modalità è necessario però essere in possesso di pin semplificato, oppure di SPID, CIE o CNS, oppure
– chiamare il Contact Center Integrato al numero verde 803.164 gratuito da rete fissa, o 06/164.164 da rete mobile con tariffazione a carico dell’utente chiamante, oppure
– contattare i servizi di Patronato attivi sul territorio.
Pare opportuno precisare che per il periodo in cui è percepita l’indennità, non si fa luogo ad accredito di copertura figurativa e non spetta il diritto alla percezione di assegno al nucleo familiare.
Si riepilogano infine, in estrema sintesi, le caratteristiche dei beneficiari, purchè rispettino i limiti reddituali già indicati nelle precedenti comunicazioni:
– liberi professionisti titolari di p.IVA alla data del 23 febbraio 2020, che non siano titolari di pensione e che non siano iscritti ad altre forma di previdenza obbligatoria,
– cococo attivi al 23 febbraio 2020, che non siano titolari di pensione e che non siano iscritti ad altre forma di previdenza obbligatoria (devono aver optato dunque per l’aliquota il Gestione separata più elevata),
– lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali AGO (commercianti, Enasarco, ecc), che non siano titolari di pensione e che non siano iscritti ad altre forma di previdenza obbligatoria,
– lavoratori stagionali del turismo e di stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 ed il 17 marzo 2020, che non siano titolari di pensione diretta e che non abbiano rapporti di lavoro in essere alla data del 17 marzo 2020,
– lavoratori del settore agricolo che nel 2019 abbiano svolto almeno 50 giornate di effettivo lavoro e non siano titolari di pensione diretta,
– lavoratori dello spettacolo non titolari di pensione diretta, con almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019 al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo, corrispondenti ad un reddito non superiore a 50.000 euro.

EMERGENZA COVID: UNA TANTUM PER LAVORATORI AUTONOMI E PROFESSIONISTI ISCRITTI A CASSE PRIVATE

Come già anticipato nei giorni scorsi, il decreto legge 28 marzo 2020 all’articolo 1 ha previsto il riconoscimento di un’indennità per il mese di marzo pari a euro 600,00, non soggetta ad imposizione fiscale, quindi una somma netta, ai lavoratori autonomi e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai D.Lgs 509/1994 e 103/1996.
L’importo è riconosciuto ai seguenti soggetti:
– lavoratori che abbiano percepito, nel periodo di imposta 2018, un reddito complessivo non superiore a 35.000 euro; oppure
– lavoratori che abbiano percepito nel periodo di imposta 2018, un reddito complessivo compreso tra 35.000 euro e 50.000 euro ma abbiano cessato o ridotto o sospeso la loro attività autonoma o libero-professionale in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Per cessazione dell’attività si intende la chiusura della partita IVA, nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020, mentre per riduzione o sospensione dell’attività lavorativa deve essere dimostrabile una riduzione di almeno il 33% del reddito del primo trimestre 2020, rispetto al reddito del primo trimestre 2019, così come previsto dall’articolo 2 del citato decreto legge.
Inoltre, la norma prevede che il soggetto abbia adempiuto a tutti gli obblighi contributivi del 2019 nei confronti della propria cassa di previdenza.
Per ottenere l’indennità i professionisti ed i lavoratori autonomi devono presentare specifica domanda a partire dal prossimo 1° aprile 2020, agli enti di previdenza cui sono obbligatoriamente iscritti. L’ente provvederà a verificare la regolarità contributiva del soggetto richiedente, per poi procedere all’attribuzione del beneficio, provvedendo dunque ad erogarlo direttamente all’interessato.
In caso di iscrizione a più casse, l’indennità deve essere richiesta ad un solo ente previdenziale e per una sola forma di previdenza obbligatoria.

UNA TANTUM COVID AI LAVORATORI AUTONOMI


E’ riconosciuta un’indennità una tantum per il mese di marzo 2020 di importo pari ad euro 600,00, non soggetta ad imposizione fiscale ai seguenti soggetti:

  1. Liberi professionisti e cococo: sono i liberi professionisti con partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 iscritti alla Gestione separata dell’INPS, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici, e cococo in forza al 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione separata dell’INPS purchè in entrambe le ipotesi non siano titolari di un trattamento pensionistico diretto e non abbiano altre forme di previdenza obbligatoria.
  2. Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Assicurazione generale obbligatoria (artigiani , commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri) purchè non titolari di un trattamento pensionistico diretto e sprovvisti di altre forme di previdenza obbligatoria ad esclusione della Gestione separata INPS.
  3. Come fare la domanda: i soggetti, potenziali destinatari delle suddette indennità, al fine di ricevere la prestazione di interesse, devono presentare in via telematica all’INPS la domanda utilizzando i consueti canali telematici messi a disposizione per i cittadini e per i patronati nel sito internet dell’Inps, www.inps.it. Le domande sono rese disponibili, entro la fine del corrente mese di marzo, dopo l’adeguamento delle procedure informatiche.

EMERGENZA COVID: ECCO LE PRIME ISTRUZIONI INPS

EMERGENZA COVID: ECCO LE PRIME ISTRUZIONI INPS
In seguito all’’entrata in vigore del decreto c.d. “Cura Italia”, i cui contenuti sono stati anticipati nella precedente comunicazione, l’’INPS ha fornito le prime istruzioni operative per accedere ai diversi strumenti che il legislatore ha posto a tutela dei lavoratori dipendenti del settore privato, o di lavoratori autonomi o cococo. Si propone di seguito in estrema sintesi, il contenuto di quanto previsto dall’Istituto previdenziale in materia.

CONGEDO PARENTALE TRAORDINARIO “COVID-19”: a decorrere dal 5 marzo 2020 e fino al 3 aprile 2020 quale conseguenza della chiusura delle scuole di ogni ordine e grado nonché dei servizi educativi per l’infanzia, per uno dei due genitori – lavoratori dipendenti del settore privato – è prevista la fruizione in modo continuativo o frazionato in presenza di figli di età non superiore a 12 anni o con disabilità grave accertata, di un congedo aggiuntivo di 15 giorni indennizzato al 50% senza però i ratei delle mensilità aggiuntive (si consideri che analogo calcolo è fatto per il congedo parentale classico che invece prevede un indennizzo solo al 30%). Il congedo indennizzato (trattasi di congedo per figli fino a 12 anni o in situazione di disabilità senza limiti di età), è coperto da contribuzione figurativa, quindi il periodo ad esempio viene computato anche ai fini pensionistici. Il legislatore ha previsto che detto congedo spetti solo ad un genitore a condizione che l’altro genitore non sia disoccupato o beneficiario per lo stesso periodo di ammortizzatore sociale (quindi Naspi, cassa integrazione guadagni o FIT o FIS o Cassa in deroga). In buona sostanza, la ratio della norma è mirata a garantirlo solo a condizione che il richiedente ne abbia necessità, perchè l’altro genitore sta lavorando, anche se in telelavoro.
Queste le note operative:
1. Eventuali richieste di congedo parentale (ex facoltativa al 30%) già presentate per il periodo 5 marzo – 3 aprile 2020, saranno convertite in automatico dall’INPS in questo congedo straordinario, senza che il lavoratore debba presentare una nuova domanda. Identica situazione si prospetta anche per genitori di figli disabili che hanno fatto richiesta alla data del 5 marzo del prolungamento del congedo parentale: anche in questa ipotesi l’Istituto provvederà a convertire l’assenza in congedo straordinario. Va da sè che il periodo di prolungamento del congedo o di congedo parentale che saranno sostituiti d’ufficio con il nuovo congedo straordinario, potranno essere fruiti in epoca successiva.
2. Il lavoratore che invece non ha in corso alla data del 5 marzo alcuna richiesta di congedo parentale, ma ne può beneficiare perchè ha figli di età non superiore ad anni 12, può già presentare la domanda di congedo straordinario all’INPS ed al proprio datore di lavoro, utilizzando la modulistica e le modalità già in uso per il congedo parentale classico.
3. I genitori di figli che hanno più di 12 anni e sono portatori di handicap grave, se non hanno in corso un prolungamento del congedo parentale alla data del 5 marzo, dovranno presentare apposita domanda che sarà però disponibile solo alla fine del mese di marzo: in questo caso la domanda potrà comunque essere fatta con decorrenza retroattiva, però al massimo dal 5 marzo in poi.
4. Analogo congedo straordinario della durata di 15 giorni, però attenzione, non retribuito, è riconosciuto ad uno dei due genitori di figli di età superiore a 12 anni ma non a 16, che possono assentarsi dal lavoro con una semplice richiesta al datore di lavoro, trattandosi di assenza giustificata, non retribuita dal datore di lavoro, non indennizzata dall’INPS e non utile quindi nemmeno alla maturazione di contribuzione figurativa. Il periodo coperto da congedo, anche in questo caso, è dal 5 marzo al 3 aprile 2020.
5. Cococo iscritti esclusivamente alla Gestione separata INPS (quindi con aliquota massima), con figli anche maggiori di 3 anni e fino a 12 anni: possono richiedere il congedo che sarà indennizzato direttamente dall’INPS. L’indennità è pari al 50% di 1/365 del reddito individuato come base di calcolo per l’indennità di maternità. Analogo trattamento è previsto a favore di cococo con figli in stato di disabilità purchè iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospiti di centri diurni a carattere assistenziale. In entrambe i casi non sono richiesti requisiti minimi contributivi. La domanda deve essere fatta a cura del cococo:
– utilizzando la procedura già in uso per la domanda di congedo parentale, da parte di genitori di figli minori di 3 anni,
– utilizzando un’apposita domanda che sarà resa disponibile dall’INPS dalla fine del mese di marzo, da parte di cococo genitori di figli di età compresa tra 3 e 12 anni; è ammessa la decorrenza retroattiva al 5 marzo,
– utilizzando un’apposita domanda che sarà resa disponibile dall’INPS dalla fine del mese di marzo, da parte di cococo genitori di figli di età superiore a 12 anni in stato di grave disabilità; è ammessa la decorrenza retroattiva al 5 marzo.
Attenzione: per i cococo i periodo di congedo parentale ordinario già richiesti alla data del 5 marzo NON saranno convertiti in congedo straordinario.
6. Lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni INPS, genitori di figli anche maggiori di 1 anno e fino a 12 anni hanno diritto al congedo straordinario di identica durata e di identico periodo, con riconoscimento da parte dell’INPS di un’indennità pari al 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita dalla norma ogni anno con riferimento alla natura del lavoro autonomo svolto. La domanda va presentata all’INPS usando la procedura di congedo parentale già in uso.
– In presenza di figli in situazione di disabilità grave l’indennità è riconosciuta alle stesse condizioni sopra esposte in corrispondenza del cococo, anche per quanto riguarda la modulistica da utilizzare.
Non è richiesta la regolarità contributiva (DURC).
7. Lavoratori dipendenti della Pubblica Amministrazione: modalità di fruizione di detti congedi nonchè relative indennità sono a carico dell’Amministrazione pubblica quindi non va presentata alcuna domanda all’INPS, ma alla propria Amministrazione secondo le indicazioni dalla stessa fornite ai propri dipendenti.
8. Attenzione:come si è già detto in premessa i congedi non saranno autorizzati se l’altro genitore è in stato di disoccupazione o se è percettore di strumento a sostegno del reddito (Naspi, Cig, ecc) e nemmeno se è stato richiesto lo strumento alternativo al congedo – di cui si dirà in seguito – per servizi di baby sitting.
9. Nota Bene: è possibile cumulare per lo stesso mese (marzo e aprile) il congedo straordinario con i giorni della legge 104 eventualmente a disposizione (si veda in seguito), ovvero con il prolungamento del congedo parentale per figli in stato di grave disabilità.

BONUS SERVIZI BABY SITTING
In alternativa al congedo straordinario Covid, il lavoratore dipendente genitore di figlio (anche se adottivo o in affido preadottivo) di età inferiore a 12 anni alla data del 5 marzo 2020, può richiedere un voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting del valore di euro 600,00, aumentato a euro 1.000,00 per il personale del SSN o delle Forze dell’Ordine. Come si è detto si tratta di una soluzione alternativa alla richiesta di congedo straordinario e non può pertanto essere cumulata. Analogo trattamento è previsto a favore di genitori con figli in stato di disabilità, purchè iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospiti di centri diurni a carattere assistenziale. Il Bonus è erogato mediante il libretto di famiglia, quindi NON va richiesto al datore di lavoro ma direttamente con utilizzo dello strumento citato.

PERMESSI LEGGE 104
Come già anticipato, il numero di giornate di permesso mensile per assistenza a soggetti disabili viene aumentato complessivamente di 12 giorni per i mesi di marzo e aprile, rispetto a quelli già in essere. Ciò significa che a regime, tra marzo e aprile il dipendente può utilizzare 18 giorni di premesso, di cui 3 a marzo e 3 ad aprile, mentre non ci sono indicazioni specifiche sulla ripartizione sulle due mensilità dei 12 giorni aggiuntivi, che si ritiene dunque essere libera. I giorni possono essere frazionati ad ore come di consueto e possono anche essere goduti in modo consecutivo, nell’ambito del periodo autorizzato. Chi è già in possesso di un’autorizzazione per legge 104, non deve fare nulla, se non avvisare il proprio datore di lavoro della fruizione del maggiore periodo richiesto. Il lavoratore che non è in possesso di autorizzazione, la deve richiedere invece con le consuete modalità, ed il datore di lavoro potrà considerare per le due mensilità in argomento anche il maggior periodo concesso e fruito dal lavoratore.
In caso di pagamento diretto da parte dell’INPS, e cioè i lavoratori agricoli e i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato, dovranno presentare una nuova domanda solo nel caso in cui non ci sia già un domanda in essere per analogo periodo. I lavoratori dipendenti della Pubblica Amministrazione – posto che modalità di fruizione di detti congedi nonché relative indennità sono a carico dell’Amministrazione pubblica – non devono presentare alcuna domanda all’INPS, ma alla propria Amministrazione secondo le indicazioni dalla stessa fornite ai propri dipendenti.

AMMORTIZZATORI SOCIALI: pare opportuno ricordare in questa sede che nella generalità dei casi tutte le aziende possono ricorrere ad un ammortizzatore sociale nel caso di grave riduzione dell’attività o sospensione della stessa legata all’emergenza Covid. Lo Studio Sanna Vichi è a disposizione della clientela, per la valutazione dello strumento a cui è possibile accedere. E’ sufficiente a tal fine, per chi non lo avesse già fatto, inviare mail agli indirizzi già noti. Sarà ricontattato nei prossimi giorni.
Si precisa infine che la presente informativa è resa a carattere divulgativo, ma certamente non esaustivo. Siamo dunque a disposizione del Cliente per qualsiasi chiarimento in merito.

IN GAZZETTA UFFICIALE IL DECRETO “CURA ITALIA”

Il decreto Cura Italia sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale oggi 17 marzo 2020. In attesa del testo ufficiale, si propone di seguito una prima sintesi “a titoli” dei  principali interventi che interessano il datore di lavoro, mentre seguiranno altre comunicazioni dettagliate sulle singole materie oggetto di novità.

Versamenti F24 – ritenute, contributi e Iva: lo slittamento dei versamenti è diversificato in relazione alla tipologia di attività svolta dall’azienda ed al suo fatturato. In linea generale gli adempimenti sono sospesi dall’8 marzo al 31 maggio, con possibilità di pagamento rateale a partire dall’1 giugno 2020 per un massimo di 5 rate. Per soggetti con fatturato superiore a euro 2 milioni, la sospensione è attiva fino al 20 marzo 2020.

Premio per chi lavora in azienda: al dipendente che ha prestato attività in azienda nel corso del mese di marzo durante l’emergenza Coronavirus, che possiede un reddito complessivo di importo che non supera euro 40.000,00, spetta un premio di euro 100,00 non soggetto a tassazione, da rapportare ai giorni lavorati presso la sede aziendale durante il mese di marzo. L’importo è corrisposto a partire dalla retribuzione del mese di aprile.

Licenziamenti sospesi per 60 giorni: dalla data di entrata in vigore del decreto legge è vietato avviare procedure di licenziamento anche collettivo, imputabili a giustificato motivo oggettivo. La norma precisa che tale divieto opera indipendentemente dalle dimensioni aziendali. Possibili dunque solo i licenziamenti individuali per ragioni disciplinari.

Indennità per lavoratori autonomi: è prevista un’indennità una tantum pari a euro 600,00 per liberi professionisti titolari di P.Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, per cococo iscritti in Gestione separata INPS, per lavoratori autonomi delle gestioni speciali AGO,per commercianti e artigiani.

Indennità per specifiche categorie di lavoratori: analogo importo è previsto per alcuni stagionali del settore turismo compresi gli stabilimenti termali, per OTD con almeno 50 giornate lavorate nel 2019 e per i lavoratori dello spettacolo con redditi fino a 50.000,00 euro e almeno 30 contributi versati al Fondo pensioni.

Ammortizzatori sociali: si aggiungono a quelli già disposti dal decreto 9/2020 e la situazione risulta dunque essere così strutturata.

CIGO E ASSEGNO ORDINARIO FIS per  i datori di lavoro che hanno accesso alla CIGO o all’assegno ordinario (AOR) che sospendono o riducono l’attività lavorativa a causa dell’emergenza COVID-19. I lavoratori beneficiari  devono risultare in forza alla data del 23 febbraio 2020 e non è richiesto il  consueto requisito di anzianità di 90 giornate di lavoro effettivo. Il trattamento è anticipato dal datore di lavoro o su richiesta può essere concesso con pagamento diretto da parte dell’INPS. L’intervento è concesso per un massimo di 9 settimane e con queste caratteristiche è attivo fino al mese di agosto 2020. Si ricorda che le aziende che hanno sede in Trentino accedono al FIT, con modalità e requisiti già istituiti dal Fondo.

CIGO PER AZIENDE IN CIGS: è rivolto alle aziende che al 23 febbraio 2020 hanno già in essere un trattamento di cassa integrazione ordinaria. La concessione del nuovo trattamento ordinario sospende e sostituisce quello già in essere.

ASSEGNO ORDINARIO PER AZIENDE IN ASSEGNO DI SOLIDARIETÀ: destinato alle aziende, iscritte al Fondo di integrazione salariale, che al 23 febbraio 2020 hanno in essere un assegno di solidarietà. Possono comunque accedere alla richiesta di assegno ordinario per non più di 9 settimane.  L’assegno ordinario sospende e sostituisce l’assegno di solidarietà già in corso.

CIG IN DEROGA: è un trattamento rivolto ad aziende che non rientrano per settore o dimensioni nel campo di applicazione di CIGO o FIS. Le Regioni e le Province autonome, possono riconoscere per i datori di lavoro che occupano più di 5 dipendenti, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga.

Congedo.

Quarantena o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva per Covid-19: il periodo, al pari del dipendente della pubblica amministrazione, è ora considerato malattia anche per il dipendente di azienda privata.

Congedo parentale aggiuntivo: per uno dei due genitori di figli di età non superiore a 12 anni o con disabilità grave accertata, è previsto un congedo aggiuntivo di 15 giorni indennizzato al 50%, da godere durante il periodo di sospensione scolastica. In alternativa è possibile richiedere un voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting del valore di euro 600,00, aumentato a euro 1.000,00 per il personale del SSN o delle Forze dell’Ordine. Analogo congedo però non retribuito, è riconosciuto ad uno dei due genitori di figli di età superiore a 12 anni ma non a 16.

Permessi legge 104: il numero di giornate di permesso mensile per il mese di marzo è aumentato da 3 a 15 giorni.

NUOVE MODALITA’ DI COMPENSAZIONE PER I MODELLI F24

NUOVE MODALITA’ DI COMPENSAZIONE PER I MODELLI F24

Con il DL n. 124/2019 sono state ampliate le casistiche nelle quali risulta obbligatorio utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fiscoline) per la presentazione dei Modelli F24. In particolare viene ora previsto come tale obbligo sorga anche nel caso in cui il datore di lavoro/committente compensi crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta (ad esempio credito da Modello 730 e bonus 80 euro).
In concreto nel caso in cui il Modello F24 presenti nella colonna a credito i predetti importi non è più possibile utilizzare il servizio home banking, ma il Modello F24 deve essere trasmesso obbligatoriamente tramite Entratel o Fisconline.
Pur in attesa di opportuni chiarimenti si ritiene che le nuove modalità entrino in vigore già con la delega in scadenza il prossimo 16 gennaio 2020.

ATTENZIONE – IMPORTANTE: TENTATIVI DI TRUFFA TRAMITE POSTA ELETTRONICA

Gentile Cliente,
l’Inps informa che si sono verificati nuovi tentativi fraudolenti attraverso l’invio di e-mail con contenuti attribuibili all’Istituto.
Nello specifico, sono arrivate segnalazioni relative ad avvisi di addebito, notificati alle aziende tramite PEC non appartenenti all’Inps.
Il testo della e-mail si conclude con l’invito a cliccare su un link per accedere al dettaglio delle presunte irregolarità dal quale però non si accede ad alcun indirizzo ufficiale dell’Istituto.
Si consiglia dunque di non cliccare sul link che compare nell’e-mail in quanto potrebbe venire automaticamente scaricato un virus informatico.

Si rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento in merito ed è gradita l’occasione per porgere cordiali saluti.

Paola Sanna e Luca Vichi

Rapporto tra NASpI e quota 100: la circolare INPS

Con la circolare n. 88 del 12 giugno 2019 l’INPS interviene in materia di compatibilità tra indennità di pensione e indennità NASpI. Per quanto attiene l’opzione “Quota 100” viene precisato quanto segue:
– le domande di NASpI riferite a soggetti che, pur perfezionando nel triennio 2019-2021 i requisiti per il pensionamento con quota 100, non si avvalgono di tale facoltà, devono essere accolte. Nello stesso modo coloro che si trovino in corso di fruizione della indennità di disoccupazione non decadono da detta prestazione;
– per i soggetti che siano stati ammessi al trattamento di pensione quota 100, la decadenza dalla NASpI opera dalla prima decorrenza utile successiva alla domanda di accesso al trattamento pensionistico. Ne consegue la reiezione delle domande di NASpI per le quali la fruizione dell’indennità dovrebbe decorrere contemporaneamente o successivamente alla prima decorrenza utile della richiesta prestazione di pensione quota 100.

DAL 1° APRILE 2019 DOMANDE ANF SOLO ALL’INPS

Dal 1° aprile 2019 cambiano le modalità di presentazione delle domande di assegno al nucleo familiare.
Da tale data le domande di assegno al nucleo familiare non possono essere più presentate al datore di lavoro, ma devono essere presentate esclusivamente all’INPS in modalità telematica.
Sarà dunque l’Istituto a definire il diritto e la misura della prestazione individuando gli importi giornalieri e mensili teoricamente spettanti sulla base del nucleo familiare del richiedente e del reddito conseguito dallo stesso.
I canali che i lavoratori dovranno utilizzare per la presentazione della domanda saranno esclusivamente i seguenti:
– WEB, se in possesso di PIN dispositivo, di una identità SPID o CNS;
– patronati.
Dal 1° aprile 2019 dunque, in caso di ricezione di domande di assegno al nucleo in modalità cartacea, è necessario invitare i propri dipendenti ad utilizzare i canali qui sopra riportati.
Le nuove modalità di presentazione della domanda non fanno venir meno comunque, nei casi previsti, lobbligo di presentazione della domanda di autorizzazione all’INPS.
Si rimane a disposizione per eventuali chiarimenti.

Asse.Co.: intesa tra Provincia Autonoma di Trento e Consulenti del Lavoro

Lo scorso 12 settembre la Provincia Autonoma di Trento, il Consiglio nazionale dell’ordine dei Consulenti del Lavoro e Consiglio dell’ordine provinciale di Trento, hanno sottoscritto il “Protocollo programmatico ed operativo per la collaborazione tra la Provincia Autonoma di Trento ed i Consulenti del lavoro della Provincia di Trento, nell’ambito del progetto di razionalizzazione dei controlli sulle imprese”.
Il documento, siglato dal Presidente della Provincia Ugo Rossi, dalla Presidente nazionale Marina Calderone e dal Presidente dell’ordine provinciale di Trento Mauro Zanella, è l’espressione della volontà delle parti di valorizzare e premiare le aziende virtuose del territorio trentino, che si impegnano ad applicare tutte le norme in materia di lavoro, rinforzando la diffusione di una cultura imprenditoriale basata sulla legalità.
Il Protocollo di Trento nasce da “ Asse.Co.” – il progetto di asseverazione di conformità dei rapporti di lavoro già operativo a livello nazionale, – e lo integra con un progetto innovativo, che vede la piena collaborazione tra i Consulenti del Lavoro asseveratori e la PAT, con l’obiettivo di razionalizzare l’attività di vigilanza e controllo.
Con ASSE.CO si certifica la regolarità delle imprese operanti sul territorio nazionale, che osservano integralmente le leggi in materia di lavoro, la contrattazione collettiva nazionale e territoriale e tutti gli obblighi contributivi, assicurativi e retributivi che ne derivano. Il datore di lavoro che con istanza volontaria aderisce al progetto di asseverazione, è poi inserito in un apposito elenco di aziende virtuose, gestito il collaborazione con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Il Protocollo siglato a Trento nei giorni scorsi, diventa quindi uno strumento di grande rilevanza tant’è che la Provincia Autonoma di Trento sostiene le aziende che vorranno aderire a questo innovativo Protocollo programmatico, con misure di contribuzione specifiche.
In buona sostanza, la finalità del Protocollo trentino è dunque quella di promuovere
– la diffusione della legalità sul territorio, anche riconoscendo ad Asse.co un ruolo importante nell’ambito dell’applicazione del criterio dell’offerta economicamente vantaggiosa inserita nelle procedure di appalto,
– la semplificazione e la razionalizzazione delle attività di controllo sul territorio da parte della Direzione provinciale del Lavoro, orientando laddove possibile, l’attività di vigilanza nei confronti delle aziende prive di Asse.Co. purchè non ci siano specifiche richieste di intervento ovvero indagini di altre autorità amministrative ovvero controlli a campione,
– i modelli organizzativi virtuosi, sostenendo le imprese che aderiscono all’Asse.Co. territoriale per un periodo minimo di cinque anni, con misure di contribuzione contenute nella legge provinciale 6/1999.
Si informa che il nostro Studio è a disposizione per attivare il protocollo di Asse.co così come integrato dalle norme del territorio, pertanto le aziende interessate possono prendere direttamente contatto con i consulenti del lavoro asseveratori Paola Sanna e Luca Vichi ai consueti recapiti, anche per capire in modo più approfondito finalità ed effetti di una procedura di asseverazione.