WHISTLEBLOWING IN AZIENDE CON ALMENO 50 DIPENDENTI: LA SCADENZA DEL 17.12.2023

Con decreto legislativo  10 marzo 2023 è stata data attuazione alla direttiva (UE) 2019/1937 del 23 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione e recante disposizioni riguardanti la protezione delle persone che segnalano violazioni delle disposizioni normative nazionali.

La norma – in estrema sintesi – prevede che le aziende soggette alla disciplina in argomento,   sentite le rappresentanze o le organizzazioni sindacali di cui all’articolo 51 del decreto legislativo n. 81 del 2015,  provvedano ad attivare  specifici canali di segnalazione interna attraverso l’emissione di appositi regolamenti, che garantiscano, la riservatezza

  • dell’identità della persona segnalante, della persona coinvolta e della persona comunque menzionata nella segnalazione,
  • del contenuto della segnalazione e
  • della relativa documentazione, prodotta o inerente la segnalazione.

Per aziende che nell’ultimo anno hanno impiegato una media di lavoratori  superiore a 249, il regolamento andava adottato entro il 15 luglio 2023. Per aziende che invece hanno occupato una media di lavoratori nell’ultimo anno pari ad almeno 50 lavoratori subordinati, la scadenza per la definizione della propria procedura interna di gestione delle segnalazioni è fissata al 17 dicembre 2023.

L’articolo 21 del citato D.lgs  prevede altresì, che la mancata adozione di canali di segnalazione ovvero la  mancata o non conforme adozione di procedure per l’effettuazione o la gestione delle segnalazioni, sia soggetta ad una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra euro 10.000,00 ed euro 50.000,00.

Laddove il requisito minimo dimensionale sia quindi ricompreso tra quelli sopra indicati, si raccomanda la massima attenzione nella predisposizione della documentazione richiesta entro il prossimo 17 dicembre 2023 (scadenza che si ritiene di fatto spostata a lunedì 18 dicembre 2023) per evitare di incorrere in sanzioni. Si ricorda infine che l’ente incaricato di applicare tali sanzioni è stato individuato dal Legislatore del D.lgs 24/2023 nell’ANAC.

IN SCADENZA L’AGEVOLAZIONE CONTRIBUTIVA UNDER 36

Come si ricorderà, la legge di Bilancio 2023 prevede l’esonero contributivo del 100% nel limite di euro 8.000,00/anno,

  • a favore dei datori di lavoro che nel corso del 2023 assumono o trasformano a tempo indeterminato,
  • giovani di età inferiore a 36 anni,
  • che non siano mai stati occupati a tempo indeterminato, con il medesimo datore di lavoro che li stabilizza, ovvero con altri datori di lavoro.

Posto che tale agevolazione cessa di produrre effetti  per tutte le assunzioni ovvero le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato effettuate a partire dal prossimo 1° gennaio 2024, si richiama l’attenzione sull’opportunità di valutare entro e non oltre il 31 dicembre 2023, eventuali stabilizzazioni di soggetti già in forza, ovvero l’attivazione di nuove assunzioni di giovani aventi le caratteristiche sopra indicate.

E’ possibile che la legge di Bilancio 2024 preveda nuove ed ulteriori agevolazioni in caso di assunzioni, ma non è previsto al momento alcuna proroga di questa agevolazione già in essere.

Lo studio rimane a disposizione per eventuali chiarimenti in merito.

RINNOVATO IL CCNL CHIMICA PMI

In data 5 dicembre 2023 è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL 8 marzo 2019 per i lavoratori della piccola e media industria dei settori della chimica, concia e settori accorpati, plastica e gomma, abrasivi, ceramica, vetro.

Le Parti intervengono in materia di violenza di genere, bilateralità, malattia e maternità. Su questo ultimo aspetto viene prevista, con decorrenza 1° gennaio 2024, l’integrazione dell’indennità INPS di congedo parentale fino alla percentuale del 50 per cento della retribuzione per un periodo non superiore a 3 mesi.

L’accordo prevede il riconoscimento di una somma una tantum di euro 101,00 lordi per tutti i livelli e un aumento complessivo compreso tra i 161,00 euro e i 191,00 euro differenziato in relazione al settore produttivo.